Il personaggio che cambia il destino di Ulisse… ma che nel film non vedremo
L’arrivo di Christopher Nolan alla regia di The Odyssey ha acceso l’entusiasmo di milioni di appassionati. Dopo anni di adattamenti più o meno fedeli del poema di Omero, uno dei registi più visionari del nostro tempo ha deciso di confrontarsi con una delle storie fondanti della cultura occidentale.
Eppure, fin dalle prime informazioni sulla struttura del film, è emersa una scelta che ha sorpreso molti studiosi e appassionati: Nausicaa e il popolo dei Feaci non sembrano far parte del racconto.
Una decisione che potrebbe sembrare marginale, ma che in realtà elimina uno dei momenti più importanti dell’intera Odissea.
Per capire perché, bisogna tornare a Omero. Chi erano davvero i Feaci? Nell’Odissea, i Feaci sono un popolo straordinario.
Vivono sull’isola di Scheria, una terra prospera, ricca di giardini, porti e palazzi descritti come quasi perfetti.
Sono navigatori eccezionali. Le loro navi, racconta Omero, sembrano muoversi da sole, conoscono la rotta senza bisogno di timoniere e attraversano il mare con una velocità che agli occhi moderni appare quasi fantastica.
Per questo motivo, nei secoli, qualcuno li ha considerati un popolo puramente mitologico. Altri, invece, hanno visto in quelle descrizioni il ricordo idealizzato di una civiltà realmente esistita, straordinariamente avanzata nella navigazione. Il re dei Feaci è Alcìnoo, mentre la regina è Arete, una delle figure femminili più autorevoli dell’intero poema.
Ma il personaggio destinato a entrare nella memoria di tutti è la loro figlia: Nausicaa.
La principessa che salva Ulisse
Quando Ulisse arriva a Scheria ha già perso tutto. La sua nave è stata distrutta. Ha trascorso giorni in balìa del mare. È stremato, solo, senza armi, senza compagni e senza speranza. È proprio in quel momento che incontra Nausicaa. La giovane principessa non lo considera un nemico né uno straniero da temere. Lo accoglie, gli offre abiti puliti, gli indica come raggiungere il palazzo reale e gli insegna persino come presentarsi alla regina Arete affinché possa ottenere protezione.
È un incontro che cambia completamente il destino dell’eroe. Senza Nausicaa, Ulisse probabilmente non sarebbe mai entrato alla corte dei Feaci e senza i Feaci, non avrebbe mai ottenuto una nave.
E senza quella nave… non sarebbe mai tornato a Itaca.
Per questo motivo molti studiosi considerano Scheria il vero punto di svolta dell’intera Odissea.
Perché Nolan potrebbe aver eliminato questa parte?
Naturalmente solo Christopher Nolan conosce le motivazioni definitive delle sue scelte narrative.
Tuttavia è possibile fare alcune considerazioni.
L’Odissea è un’opera immensa e trasportarla integralmente sul grande schermo richiederebbe probabilmente una serie televisiva di molte ore. Un film, invece, deve necessariamente selezionare gli episodi più funzionali al racconto.
Dal punto di vista cinematografico, la permanenza di Ulisse presso i Feaci rappresenta una lunga pausa nel ritmo dell’avventura. È un momento di riflessione, di racconto e di ospitalità, più che di azione.
Chi realizza un film destinato al grande pubblico potrebbe scegliere di concentrare la narrazione sugli episodi più spettacolari: il Ciclope Polifemo, Circe, le Sirene, Scilla e Cariddi, il ritorno a Itaca e lo scontro finale con i Proci.
In quest’ottica, Scheria diventa un episodio sacrificabile. Dal punto di vista della struttura narrativa, però, la sua eliminazione modifica profondamente il viaggio di Ulisse. Perché viene meno proprio l’incontro che permette all’eroe di rinascere dopo aver toccato il punto più basso della sua esistenza.
E se Scheria fosse la Sardegna?
È proprio qui che la vicenda diventa ancora più affascinante.
Da secoli alcuni studiosi e ricercatori hanno proposto che Scheria possa avere un legame con la Sardegna. Non si tratta di una teoria universalmente accettata dalla comunità accademica, ma di un’ipotesi che continua ad alimentare il dibattito. Le ragioni sono diverse.
La Sardegna dell’età nuragica era una delle grandi potenze del Mediterraneo occidentale e le sue comunità costruivano migliaia di nuraghi, controllavano importanti rotte marittime e intrattenevano rapporti commerciali con Micenei, Fenici e altri popoli del Mediterraneo. Alcuni ricercatori hanno osservato che diverse caratteristiche attribuite ai Feaci ricordano una civiltà marinara altamente organizzata. Anche la descrizione della loro isola, ricca di approdi naturali, montagne e approdi sicuri, è stata messa in relazione con paesaggi sardi.
Naturalmente non esistono prove definitive che identifichino Scheria con la Sardegna. Parliamo di una teoria storica e archeologica che resta oggetto di discussione. Ma è proprio questo a renderla così interessante: il punto in cui mito, memoria e ricerca storica iniziano a dialogare.
Nausicaa era una principessa nuragica?
Se Scheria fosse davvero riconducibile alla Sardegna, allora la domanda successiva nascerebbe spontanea. Chi era davvero Nausicaa? Era soltanto un personaggio letterario?
Oppure Omero potrebbe essersi ispirato al ricordo di una figura femminile appartenuta alla civiltà nuragica? È una domanda alla quale oggi non possiamo dare una risposta definitiva ma è anche una domanda che vale la pena esplorare, perché spesso i grandi miti conservano il ricordo trasformato di eventi, luoghi e persone realmente esistiti.
La parte dell’Odissea che il film non racconta
Che Christopher Nolan abbia scelto o meno di raccontare Scheria, il fascino di Nausicaa e dei Feaci rimane intatto, anzi, proprio la loro assenza dal film offre l’occasione per riscoprire uno degli episodi più delicati, umani e affascinanti dell’intero poema omerico.
Ed è da qui che nasce il primo episodio di La Magia di un’Isola.
Nel podcast esploriamo la figura di Nausicaa, il popolo dei Feaci, il possibile legame con la Sardegna nuragica e le principali teorie che, da secoli, cercano di comprendere dove si trovasse davvero la misteriosa Scheria. Se dopo aver visto il film ti sarai chiesto quale parte dell’Odissea mancava all’appello, questo è il viaggio giusto da intraprendere.
🎙️ Ascolta il primo episodio di La Magia di un’Isola e scopri la storia che il film non racconta.
“La magia di un’isola” è un podcast prodotto da Blue Studio Acency.
Scritto e condotto da Lisa Carboni e Giusi Carboni.
Montaggio e Sound design: Salvatore Carboni
Direzione creativa: Lisa Carboni e Giusi Carboni